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L’art. 1102 del Codice civile, disciplinante <<l’uso della cosa comune>> nella comunione in genere, ma applicabile altresì al condominio statuisce che: “ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto”.

Ora, secondo quanto asserito dalla Giurisprudenza “…la nozione di pari uso della cosa comune (…) NON va inteso nel senso di USO IDENTICO” (Cass. Civ., Sez. II, 09.11.1998, n. 11268) , ciò proprio al fine di evitare che da tale concetto possa discendere un generico divieto, a carico di ogni condominio, di servirsi del bene comune come meglio crede e/o di impedire a ciascun condomino, di fare, della cosa comune, qualsiasi uso particolare a proprio vantaggio.

L’art. 769 del Codice civile definisce la donazione come quel contratto col quale: “… per spirito di liberalità, una parte arricchisce l’altra, disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione”.

In altre parole, la donazione, è il negozio giuridico per mezzo del quale una parte (donante) intenzionalmente arricchisce l’altra (donatario), disponendo di un proprio diritto – o obbligandosi a disporne – senza conseguire alcun corrispettivo.

L’Indennizzo Diretto, introdotto nel Diritto delle Assicurazioni vigente in Italia con D.Lgsl. n. 209/2005 - altresì indicato con l’acronimo CARD, ovvero Convenzione tra Assicuratori per il Risarcimento Diretto – è il procedimento di rimborso assicurativo che dal 01.02.2007, consente a chi sia stato danneggiato da un sinistro stradale di rivolgersi, al fine di ottenere il risarcimento di cui ha diritto, non alla compagnia assicuratrice di chi gli ha provocato il danno ma direttamente alla propria.